dicembre 29 2008
postato da Klaudyamad alle ore 15:14


Non so in quanti ne avranno sentito parlare. La notizia gira gia da alcuni mesi ma, come da buona norma italiana, si è ben attenti a non rendere troppo vox populi le assurdità di questo paese e di chi lo porta in trionfo nella gogna europea. Almeno fino a quando non sono ormai pronte ed è troppo tardi per rimediare.
Io non so se questo progetto agghiacciante avrà mai corpo e diffusione, certo è che se così fosse non avremmo più neppure un fondo dal quale risalire, tanto si sta scavando.
E poi ci dicono che non siamo in dittatura, quando il primo passo verso la suddetta è proprio la giurisdizione unica dell'informazione, la propaganda e l'annientamento della libertà di pensiero.
Quello che c'è di più devastante è che questo ammasso di carne morta  - e fatemi essere volgare   cazzi mosci e fregne asciutte -  che è il popolo italiano, è ormai talmente assuefatto dalle dosi massicce di morfina bercusconiana, fatta di digitali terrestri e lobotomie in prima serata che sarà un gioco da ragazzi farsì che questo abominio pseudoculturale entri nelle case e magari negli auditorium delle nuove scuole italiane.

In italia può accadere.
Intanto riporto ciò che mi è stato inoltrato via e-mail:


Su l’Espresso, Peter Gomez (le parti virgolettate sono sue) ha scritto un articolo inquietante. Si parla di OVO, una partecipata di Fininvest con sede in via Marroncelli a Milano, costituita con l’obiettivo di creare “OVOPEDIA, la prima enciclopedia in videoclip del mondo”.

Responsabile del progetto è Andrea Pezzi, ex vj, pupillo di Berlusconi e Dell’Utri e seguace di Antonio Menghetti, ex frate francescano fondatore dell’ontopsicologia (una setta che persegue “la formazione del leader”). Menghetti è famoso per propagandare “teorie storico-politiche sconcertanti” come la “necessità di relativizzare l’olocausto ebraico perché bisogna ricordare che gli ebrei non sono l’unico popolo che ha sofferto e pagato”.

Secondo Menghetti, Adolf Hitler, ad esempio, “va studiato dal punto di vista del suo essere interiore … perché il suo modo di fare non era un voler occupare gli altri, ma voler purificare e salvare il mondo”.
Il giornalista de l’Espresso ha potuto visionare alcune clip che costituiranno l’OVOPEDIA: Hitler viene presentato come “solo un leader dal fortissimo carisma personale” e“la questione del Mein Kampf viene liquidata senza fare cenno al razzismo”. Allo stesso modo, Josif Stalin ha causato milioni di morti “per mantenere l’ordine”.

Grazie alla sponsorizzazione di Dell’Utri, Pezzi aveva già potuto condurre nel 2005 su RaiDue il fallimentare programma “Tornasole” col dichiarato intento di “rompere la presunta egemonia culturale della sinistra”. Adesso il rampollo di Forza Italia cerca di sfondare con OVOPEDIA nel mondo di Internet e della multimedialità (infatti “ha concluso un accordo con Vodafone”). In programma, OVO ha la “produzione di 2 mila clip all’anno, al costo di circa 3 mila euro”.

Al momento, i soldi per OVO.com scarseggiano, ma il Presidente del Consiglio, mecenate di Pezzi, non avrà problemi ad “allargare i cordoni della borsa”. E la voglia di revisionismo alla destra di certo non manca …

DIFFONDIAMO QUESTE INFORMAZIONI.
RIUSCIRANNO A REALIZZARE IL PROGETTO, MA NON AVRANNO IL NOSTRO SILENZIO.

QUI l'articolo completo.

Rabbrividiamo.
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categoria : news

novembre 19 2008
postato da AgamemnonStokE alle ore 05:40


Quando anche un'espressione proposta in un momento di silenzio dona l'atmosfera alla situazione. Questo è spettacolo.

L'ho ritrovato per caso su Youtube per gentile concessione della RAI... Doveroso riferirlo.

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categoria : monumenti

novembre 16 2008
postato da AgamemnonStokE alle ore 12:11


Siamo ai giorni della protesta.
Qui a Roma se ne vede di gente stufa, che ne ha abbastanza, ma che protesta civilmente; davanti a questo spettacolo che dovrebbe far destare dal procedere in questo modo sbagliato abbiamo purtroppo dei gran signori troppo in alto perché la nostra voce possa arrivare.
"Siamo aperti al dialogo" dicono. Ma di dialogo non se n'è proprio parlato...
Nella folla troviamo studenti, professori, universitari, lavoratori (noi, in pratica) che protestano contro queste riforme che avanzano solo tagli. L'università, la scuola, la ricerca sono già al minimo, ma loro tagliano... Questa è follia... E soprattutto ignoranza.

Manifestanti, sono con voi.

"Vieni nella mia nave
una tempesta sta arrivando
e si sta facendo notte"
 


Rammstein - Seemann
§§§§§
Da sottolineare, un portale giunto ai miei occhi da poco: Liquida blog.
"Liquida è un valorizzatore di blog, un portale, luogo virtuale interamente generato dagli utenti, che cerca di raccogliere e rendere più fruibili i contenuti della blogosfera. E’ una piattaforma per dare visibilità a chi produce valore e lo condivide con gli altri, uno strumento democratico e innovativo, meritocratico e trasparente." Qui il link.
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categoria : politica, vita, news, monologhi

ottobre 21 2008
postato da AgamemnonStokE alle ore 04:53


Uno dei più gravi problemi che abbiamo noi italiani è che dimentichiamo in fretta... Sto preparando un post sulle ultime novità che ci offre questo indecoroso Governo che abbiamo voluto, e questo lo sottolineo, dato che si conosceva, si aveva già provato, si sapeva a cosa si andava in contro, ma nella speranza di veder mantenute false promesse o promesse per parare gli occhi, l'italiano diventa recidivo.



Wow, la nostalgia....
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categoria : politica, vita, monologhi, antefatti

ottobre 3 2008
postato da AgamemnonStokE alle ore 06:00


Dal 1964 al 1968 Alfonso Alrugo, fondatore della Alrugo Entertainment, si mise al lavoro per produrre il lungometraggio Italian Spiderman. Non in grado di distribuire il film in Italia, Alfonso spedisce l'unica bobina del film ad un distributore a New York, suo amico. La nave cargo contenente il film affonda da qualche parte nell'Oceano Atlantico. Alfonso, sul letto di morte, incarica i suoi due nipoti di cercare la bobina perduta... Dopo quattro anni in mare, nel 2006 viene ritrovata la nave affondata e recuperato il film. Per gli ultimi due anni, i fratelli Alrugo ripristinano il film e lo propongono al World Wide Web rilasciando dapprima il solo trailer come introduzione nel settembre '07.
Dopo aver ricevuto quasi mezzo milione di visite su YouTube, a partire dal 22 Maggio 2008, i fratelli Alrugo decidono di rilasciare il resto degli episodi di Italian SpiderMan. Un capolavoro.
Signori, questo è un tesoro che voglio condividere con voi, grande elogio ad Alrugo...
Eccovi il trailer:

"Shut your mouth pussycat, e fammi un macchiato, pronto"!

Qui abbiamo gli episodi riguardanti la prima parte. Ci sarà una seconda parte a quante pare, speriamo bene... Dopo che avrete visto il primo, tutti gli altri seguiranno a ruota!

Episodio 1               Episodio 2               Episodio 3

Episodio 4               Episodio 5               Episodio 6

Episodio 7               Episodio 8               Episodio 9

Episodio 10

L'indirizzo del sito di Alrugo: www.alrugo.com. Tra l'altro sono anche disponibili le magliette di Italian Spiderman. "Gesù Christo"!

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categoria : monumenti, cazzeggio sparso

settembre 7 2008
postato da AgamemnonStokE alle ore 00:29


La polemica sulla "compagnia di bandierina" procede tutt'ora, cercano di allietarci con cifre campate in aria; si parla di un numero di esuberi calato a 3600 circa (ora non mi sovviene la cifra in particolare)... La cosa mi spaventa assai, non sono nuove le uscite su statistiche spudoratamente false che arrivano sotto mano al cavaliere... poverino.

Oltre il danno la beffa, Berlusca che minaccia i sindacati dicendo "devono accettare per forza le trattative, o noi o il fallimento". Certo, ora che ci avete messo le mani rovinando tutto, vi potete permettere di gettare fango sui sindacati ormai impotenti. Bravi.

Volevo aggiungere, ringraziando gattogrigio (gattogrigio.splinder.com), un filmato di Leonardo Facco per il movimento libertario che parla tutt'altro di salvataggio miracoloso...

 

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categoria : politica, vita

agosto 29 2008
postato da AgamemnonStokE alle ore 03:37


Cosa accade in questi ultimi giorni? Tutti queste novità riguardanti la compagnia Alitalia e la sua tentata resurrezione (e non sarebbe la prima volta...) per mano dello psiconano. Ebbene eccolo qui, il nostro premierino, che con la sua solita faccia da schiaffi torna di nuovo alla carica estraendo l'ennesimo coniglio dal cilindro targato Intesa San Paolo e lasciando a bocca aperta tutti... Il piano Fenice! Whoa! Che nome altisonante, mi tremano le mutande... A voi i punti cardine di questo piano:

Lock-up: i soci avranno il vincolo di rimanere nel capitale della società fino al 2013. Nell'arco del primo triennio è previsto il ritorno all'utile della società.
Sindacato: la realizzabilità del piano è subordinata al preventivo accordo con i sindacati. Condizione presente anche nel corso delle trattative con Air France. Proprio l'assenza del consenso dei sindacati fece saltare l'accordo.
Rinnovo contrattuale: Tutti i dipendenti della nuova società dovranno sottoscrivere un nuovo regime contrattuale. Per il personale navigante è previsto un aumento delle ore volate: dalle attuali 550 si passerà a 650 per arrivare a 700 a fine piano.
Aeroporti: viene superato il concetto di hub e la strategia multipunto del nuovo vettore si articolerà su sei aeroporti base: Milano (da cui saranno raggiungibili 73 destinazioni), Roma (44), Napoli (9), Catania (3), Torino (3) e Venezia (3). Ogni polo aeroportuale servirà il bacino che è in grado di sostenere.
Flotta: La flotta della nuova società sarà complessivamente di 136 aeromobili, per portarsi al 2013 a 150 unità. Questo sottintende un quantitativo di esuberi anche per il personale volante di Alitalia, quantificabile in circa 700 unita'. Non è ancora chiaro a questo proposito se il taglio di personale verrà effettuato a monte (nella "bad company" commissariata) o a valle (direttamente nella nuova società).
Esuberi: Nella nuova compagnia transiteranno da Alitalia, oltre al personale viaggiante, seppur parzialmente
ridimensionato, anche attività di servizio come la manutenzione leggera, la parte preponderante dell'information technology e i dipendenti a terra che svolgono mansioni connesse con l'attività di volo. Resteranno nella bad company, che dovrà gestire circa 7.000 esuberi, i settori non focali dell'information technology, la manutenzione pesante, i call center, le riparazioni ed i servizi amministrativi generici.

Oggi il governo ha dato il via libera con la modifica della legge Marzano al salvataggio della compagnia di bandiera, e la divisione in due nuove società, una bad company e una best company, annunciando che soci stranieri potranno entrare ma solo con quote di minoranza. Ebbene sì assisteremo ad uno smembramento di Alitalia, per togliere "l'eccesso" e passarlo ad un'altra compagnia, in modo da non avere vincoli con la vecchia (ed i suoi dipendenti) e di trasformare la nuova in una compagnia di bandiera... E la bad company? Niente paura, della bad company ce ne faremo carico NOI, lo Stato. Nella prossima finanziaria ne vedremo delle belle.

L'opposizione si fa sentire. Il piano 'Fenice' non convince il segretario del Pd, Walter Veltroni, che teme Alitalia si riduca a una "compagnia di bandierina". "La vicenda Alitalia è lo specchio fedele di come il governo Berlusconi sia vittima della sua demagogia e della sua inadeguatezza" ha dichiarato in una nota. Secondo il segretario del Pd "il piano presentato ci consegna una compagnia di bandiera che di fatto diventa di bandierina, con un inaccettabile ridimensionamento della capacità di espansione internazionale". Pierluigi Bersani invece sottolinea come l'interessamento mostrato da Airfrance ad acquisire una quota della compagnia avverrà "in condizioni meno favorevoli per l'Italia, per i lavoratori, i consumatori e gli azionisti". E mentre il presidente del Consiglio rivendica il risultato di aver mantenuto la compagnia di bandiera in mani italiane, a nome dell'Udc Luca Galletti chiede al governo di riferire in Parlamento per illustrare i piani industriali: "Capiamo i possibili vantaggi per gli azionisti privati della 'nuova Alitalia', non conosciamo invece le perdite della bad company e dei suoi azionisti pubblici, cioè gli italiani. Il governo venga in Parlamento a illustrare i piani industriali delle due società, assumendosi le responsabilità che gli competono". "Il piano del governo ha molti più esuberi di quello proposto da Air France e smantella la compagnia di bandiera", per questo "anche se siamo fuori dal Parlamento ci opporremo e lo faremo in piazza e tra la gente. Cominciamo oggi", fa sapere il segretario del Prc, Paolo Ferrero, che oggi ha partecipato a un sit in contro il governo davanti a Montecitorio. Anche Antonio Di Pietro pone l'accento sulla gravità dei numerosi esuberi annunciati secondo il piano della nuova Alitalia: "Grazie a Berlusconi perderanno il lavoro 7000 dipendenti, qualcuno in più di quelli che previsti da Air France, che parlava di circa 2.100 esuberi". E proprio sui lavoratori che dovranno lasciare la compagnia aerea oggi è stata alimentata una ulteriore polemica tra maggioranza e opposizione, dopo che ieri il ministro Altero Matteoli ha assicurato che i dipendenti in esubero non verranno lasciati per strada e che potrebbero trovare collocazione in altre aziende statali come le Poste. "Non si è mai visto che il diritto al lavoro si garantisca spostando lavoratori esperti del settore aeronautico in un'azienda dove si fa un mestiere totalmente diverso", tuona Luigi Zanda.

Riguardo gli esuberi, si esibisce Angeletti: Saranno "al massimo duemila" gli esuberi prodotti dal salvataggio di Alitalia con il progetto Fenice, "e devono essere tutti ricollocati". Lo afferma il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, in un'intervista al Corriere della sera. "Forse - ammette il leader della Uil - potevamo accettare lo spezzatino dell'azienda, quando il precedente governo ce lo propose. Ma fu proclamato uno sciopero e il governo si bloccò". Nella cordata italiana che presenterà l'offerta per la Nuova Alitalia, aggiunge Angeletti, "alcuni credono fermamente nel progetto, altri non hanno potuto dire di no: mi pare che Gilberto Benetton lo abbia fatto capire. Ma è ovvio che Berlusconi ha esercitato una moral suasion". Non era meglio risolvere la questione Alitalia cinque mesi fa, nella trattativa con Air France-Klm? "L'unica critica che si può fare - evidenzia il segretario generale - è quella di Francesco Giavazzi: se si vendeva ai francesi, lo Stato incassava dei soldi, ora invece li dovrà tirare fuori. Ma ci possiamo permettere di avere sempre meno asset nel Paese? I francesi - conclude Angeletti - avrebbero ridotto Alitalia a compagnia regionale e poi l'avrebbero fagocitata".

Bella prova, invece possiamo permetterci di pagare per conto di una compagnia data più volte al fallimento per chissà quante persone che ci hanno mangiato sopra e per chissà quante altre ce ne mangieranno, dato che noi ci carichiamo sulle spalle la bad company e i soci della nuova compagnia si caricano esclusivamente del "fardello" di guadagnarci.

Codacons diffida il Governo contro ipotesi spezzatino. Il Codacons e l'Associazione utenti del trasporto aereo hanno notificato a Palazzo Chigi una formale diffida nei confronti del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, e di tutti i ministri per impedire lo smembramento di Alitalia. E hanno presentato un ricorso d'urgenza per bloccare la prossima riunione del Cda, che sarà esaminato domani dal tribunale. Lo riferisce un comunicato. La messa in pratica di questa sconsiderata intenzione - spiega la nota - determinerebbe la nascita di due società, una in cui convergerebbero debiti e cittadini e l'altra costituita da 16 imprenditori a cui spetterebbero risorse e ricchezze, se pur poche, della compagnia di bandiera". Il Codacons osserva che "obbligazionisti e piccoli azionisti, il cui titolo è sospeso in Borsa dal 3 giugno 2008, corrono il rischio di veder ridotto il capitale azionario in briciole in seguito alla scissione tra good company e bad company. Ciò avverrebbe in violazione delle regole economiche e di mercato, causando l'infausto fallimento economico degli azionisti, le cui ricchezze perdute finirebbero invece nelle mani dei 16 gruppi industriali". I consumatori sostengono che "questa operazione, se messa in atto prima del fallimento della società, costituirebbe un illegale espropriazione di diritti fondamentali economici e costituzionali che cercheremo in ogni modo di evitare. Oltretutto l'approvazione del piano Fenice predisposto da Intesa Sanpaolo determinerebbe la fusione tra Alitalia e Air One. L'integrazione dei due maggiori operatori italiani nel trasporto aereo produrrebbe una concentrazione su una serie di rotte, come per la tratta Roma Fiumicino-Milano Linate, determinando condizioni di monopolio in favore della New Alitalia con gravosissime conseguenze sulle tariffe e per i cittadini". Per queste ragioni il Codacons ha presentato "un ricorso d'urgenza per bloccare il Cda di venerdì, pericolosamente strumentalizzato dal Governo, e non in grado di prendere decisioni nell'interesse dei propri rappresentati, ma a favore esclusivo della società neo costituita. Domani alle 10,30 (cioè oggi, 29/08) - rende noto il Codacons - il presidente del tribunale civile deciderà sul ricorso di urgenza. La richiesta di inibitoria "riguarda l'assunzione di qualsivoglia atto provvedimentale e/o in qualsivoglia altra forma esso sarà ritenuto di essere deliberato, che abbia ad incidere avverso i diritti e gli interessi dei cittadini, consumatori e contribuenti attraverso le modalità surriferite - aggiunge il comunicato - avvertendo che diversamente, la scrivente associazione, la quale ha già ricevuto incarico da numerosi azionisti Alitalia, nonché da propri associati, si riterrà obbligata ad intraprendere, nelle forme previste dalla normativa nazionale ed europea, tutte le attività volte alla tutela giurisdizionale dei diritti ed interessi dei soggetti innanzi indicati".

Berlusconi, non hai mantenuto nemmeno questa promessa, o meglio in questo modo la mantieni, ma lenendo gravosamente lo Stato, cioè NOI, grazie.

Notizie tratte da rainews24.it e notizie.alice.it

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categoria : politica, news

agosto 26 2008
postato da AgamemnonStokE alle ore 02:03


Depesce! Sensazionali! Questa hit come altre sono uniche... E non posso far altro che postare il singolo Cartavetro per portare a conoscenza quel piccolo spicchio di rete ancora ignaro...

Depesce, fatevi sentire! Vogliamo sapere di voi!

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agosto 12 2008
postato da Klaudyamad alle ore 01:24


...Te la ricordi quella pubblicità, quella dove c'era quel tizio che faceva quella cosa? che c'era quella musica...

Oggi ci fanno venire i travasi di bile, sono quantomeno imbarazzanti, alcune offendono la nostra intelligenza, certe entrano nella testa senza invito e i gingle restano la per settimane, le più riesco a far diventare tormentoni i tormentoni gia in hit parade...
Però chissà se tra vent'anni ci porteranno la stessa nostalgia di questa carrellata ...
TA-TA TA-TABU'!
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categoria : vita, cazzeggio sparso

luglio 19 2008
postato da AgamemnonStokE alle ore 01:49


Bene bene, eccoci qui... Piano piano stavo raccogliendo materiale su materiale sui movimenti di questo nuovo governo, ma ho trovato un filmato su Youtube che ne riassume una buona parte, in modo anche ironico, ma alla fine brucia eccome. Il filmato in questione riguarda la visita alla Sapienza di Marco Travaglio, in data 15/07/2008, in occasione della presentazione del nuovo libro "Se li conosci li eviti", libro di cui ho letto solo un'anteprima (ma prima o poi farò mio), il quale parla di tutti i precedenti di entrambi i schieramenti del nostro bel Parlamento. Tutto ciò lo utilizzo come resoconto momentaneo (magari prossimamente ne relazionerò ogni aspetto) delle attività finora svolte da Berlusca & Co. Buona visione.

Perfetto, per concludere una piccola parentesi su ciò che passa e viene approvato nel giro di qualche giorno: il Lodo Alfano. Ebbene sì, chi si sognava che questo Paese potesse essere così efficiente. Beh, qualcuno deve pur salvare le chiappe. L'unico insuccesso, sacrosanto insuccesso, DEVE ESSERE COSI', il no alla "blocca processi": i magistrati godranno della facoltà di rinvio a loro discrezione ma avranno la precedenza i processi per terrorismo e mafia, morti bianche e pirateria stradale, per delitti puniti con almeno quattro anni di carcere e quelli a carico di detenuti o recidivi. Comunque non temete cari elettori berlusconiani, il vostro cavaliere mascarato si salva, come ormai è sua consuetudine: il lodo Alfano salverà il premier.

Per il resto riporto tutto ciò che dovrebbe prevedere il decreto, così tra qualche mese avrò altre unghie da mangiare, quando scoprirò che di tutto questo ben poco si è fatto e si è fatto male (certo da quello che si prevede non mi aspetto chissà cosa...):

PRIORITÀ PROCESSI PER REATI GRAVI - Niente più automatica sospensione, ma la semplice facoltà affidata ai magistrati di rinviare (per 18 mesi) i processi per reati sotto indulto in modo da garantire una 'corsia preferenzialè ai procedimenti per i reati più gravi. In pratica, avranno 'priorità assolutà terrorismo e mafia, morti bianche e pirateria stradale, tutti quei processi per delitti puniti con almeno quattro anni di carcere e quelli a carico di detenuti o recidivi. Nei reati indultati si allarga il patteggiamento oltre i termini previsti dal codice.

ESERCITO NELLE GRANDI CITTÀ - Per un massimo di 6 mesi (rinnovabili una tantum) 3 mila militari potranno essere usati nelle grandi città nella vigilanza di obiettivi sensibili e nel pattugliamento (insieme alla polizia).

CERTEZZA DELLA PENA - Niente sospensione del carcere per chi commette atti osceni, violenza sessuale, furto e spaccio e per tutti i delitti aggravati dalla clandestinità. A favore dell'incensurato non scatteranno più in maniera automatica le attenuanti generiche (il giudice valuterà caso per caso). Chi uccide un agente sarà condannato all'ergastolo.

PROCESSI PIÙ CELERI
- Per accelerare i processi, il pm avrà l'obbligo (non più la facoltà) di richiedere il rito direttissimo o il giudizio immediato per i reati per i quali sono previsti i riti speciali. In pratica, il rito direttissimo diverrà la regola in relazione a tutte le indagini che non richiedono attività ulteriori. In appello è fatto divieto di patteggiamento.

AGGRAVANTE CLANDESTINITÀ
- Se chi delinque è un clandestino le pene sono aumentate di un terzo. La nuova aggravante di clandestinità vale per extracomuniari ma anche per cittadini europei entrati irregolarmente.

GIRO DI VITE SULLE ESPULSIONI
- Ampliati i casi di espulsione su ordine del giudice, mentre i 'comunitarì potranno essere allontanati se senza reddito o trovati a delinquere. Cala a due anni il limite di pena per l'espulsione. E a chi viola l'ordine di rimpatrio carcere da uno a quattro anni. I Centri di permanenza temporanea (Cpt) e i Centri di permanenza temporanea e assistenza (Cpta) cambiano nome e diventano Centri di identificazione ed espulsione (Cie). Infine, se si dichiara falsa identità si rischia dai tre a sei anni di pena.

CARCERE A CHI LUCRA SU IMMIGRATI - Carcere da sei mesi a tre anni per chi lucra, affittandogli casa, sullo straniero senza permesso di soggiorno. Con la condanna scatta anche la confisca del bene. Fuori dalla previsione dovrebbe stare chi ospita badanti o colf.

STRETTA SU PIRATI STRADA - Chi guida ubriaco o drogato e causa incidenti mortali o feriti gravi rischia il carcere da 3 a 10 anni, la confisca del veicolo e il ritiro della patente. Ulteriori inasprimenti sono previsti per chi non si ferma a prestare soccorso e per non si sottopone ai test di controllo.

PIÙ POTERI A SINDACI E PREFETTI
- Sul fronte dell'ordine pubblico sindaci e prefetti avranno maggiori poteri e ci sarà più cooperazione tra polizia locale e statale. Tra l'altro, il sindaco segnalerà gli stranieri irregolari da espellere.

LOTTA CONTRO MAFIA (ANCHE STRANIERA) - Due anni di carcere in più ai mafiosi, e il reato di associazione mafiosa sarà contestato anche alle organizzazioni criminali straniere. Si contrasteranno in maniera più efficace i traffici illegali, con la confisca dei patrimoni anche post mortem. I mafiosi condannati non potranno più avvalersi del gratuito patrocinio. Infine, più poteri al procuratore nazionale Antimafia, che potrà decidere quali misure di prevenzione adottare.

DISTRUZIONE MERCE CONTRAFFATTA - Una volta sequestrata, il giudice potrà ordinare la distruzione della merce contraffatta e di quella di cui sia vietata la fabbricazione e la vendita.

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categoria : politica, vita, news